Leggi IL PICCOLO LIBRO
DELLA COSTITUZIONE di Nicola Magrone, edizioni dall'Interno-Sudcritica,
III edizione. Chiedilo a Popoli & Costituzioni fondazione onlus, via Santa
Caterina 6, 70026 Modugno-Bari. Per capire quello che va accadendo oggi.
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SUDCRITICA
rivista di documentazione e di dibattito su
istituzioni e società
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onlus
dal 15 marzo 2011, settimanale
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1979-2011
aggiornato al 6 febbraio
2011 In difesa
e per l'attuazione, nella scuola e nella società, della Costituzione italiana
del 1948
Tommaso Fiore
aveva 55 anni, una moglie e tre figli (due giovani e
un ragazzino) e non lavorava da 15 anni. Prendeva
una pensione di 260 euro (naturalmente al mese).
Aveva chiesto invano agli amministratori comunali
che lo aiutassero ad avere un lavoro qualsiasi, in
un Comune in cui i disoccupati lavorano solo se
fanno parte di determinate cooperative. E infatti il
lavoro non lo aveva avuto. Tutto quel che aveva
avuto era uno stato di depressione per il quale ogni
volta che chiedeva aiuto veniva deriso e invitato ad
andare al Centro d’igiene mentale. Il 12 gennaio
scorso Tommaso Fiore non ce l’ha fatta piu’: e’
andato nella piazza principale del paese, è salito
per la scalinata che porta sul “quartiere”
(dove la politica degli imbonitori celebra se stessa
e fa comizi), si è cosparso una lattina di benzina
sul corpo e si è dato alla fiamme con un accendino.
Il suo comizio. Alcuni passanti hanno tentato di
aiutarlo ma le fiamme, in poco tempo, hanno
raggiunto i tre o quattro metri di altezza. Tommaso
e’ morto per la gravita’ delle ustioni riportate
dopo un’agonia durata 13 giorni, il 25 gennaio
scorso.
Se questo accade oggi in Algeria
o in Egitto, durante moti di popolo, diventa una
notizia, se accade a Modugno, grosso paese degradato
e umiliato della provincia di Bari, non merita alcun
rilievo sui giornali e sulle tv nazionali. Eppure,
il grido di dolore di Tommaso, che per farsi sentire
ha urlato nella piazza principale del paese, non
puo’ restare ignorato. Dev’essere ripreso e
rilanciato, deve costituire una bandiera.
Ancora una mezz’ora prima di
darsi fuoco, Tommaso aveva parlato con un assessore,
ancora una volta gli aveva chiesto lavoro, una
possibilita’ - qualsiasi - di guadagnare denaro per
mantenere la sua famiglia. Tante altre volte lo
aveva fatto - racconta uno dei suoi figli - e tante
volte gli era stato promesso.
Al Policlinico di Bari, ad uno
dei giovani figli di Tommaso il medico ha detto
crudamente: ''Solo un miracolo lo puo' salvare''.
Abbiano detto a questo ragazzo
mite, laborioso, stracolmo di pudore, se avesse
temuto per suo padre e lui: ''Anche la
dottoressa ha detto la stessa cosa. E' stato strano.
Il tempo di una mezzoretta, che era uscito da casa.
Ha parlato con una signora, poi con un assessore e
poi dice che dopo si e' dato fuoco''.
Ma qual era il problema vero di
Tommaso? “Aveva avuto un problema alle gambe ed
aveva un'eta' difficile per chi cerca un lavoro.
Ormai chiedeva lavoro per i figli''.
E’ questo che lo ha piegato? ''Qualche
cosa gli ha preso. Forse il cane a cui era molto
affezionato scomparso il giorno della Befana. Il
lavoro che promettevano e mai davano''.
Eppure, immediatamente è volata
in paese un’altra voce, ipocritamente
compassionevole e comunque falsa: ''Non e' vero
che mio padre e' separato dalla moglie. Divorziato,
e' bugia …''.
A farla breve, una famiglia di
lavoratori espulsa dal lavoro: ''Quelli del
Comune il giorno stesso in cui mio padre si dette
fuoco si presentarono. E' venuto il vicesindaco, poi
piu' nessuno perche' li abbiamo mandati via
dicendogli e voi ora vi presentate dopo quante volte
e' venuto e lo avete preso …''.
In fin dei conti, la comunità ed
il suo apparato istituzionale hanno preferito non
capire, non sapere, ''Uno che si vuol suicidare
si getta sotto un treno, si brucia in una campagna.
Ma non in mezzo a piazza sedile. Papa' era ancora
cosciente e gridava ''Viva l'Italia'', non so
perche' ma per dire una cosa del genere chissa' che
problema c'era. Poi si e' sentito in colpa,
delusione per il lavoro e per le promesse non
mantenute. Lui non lavorava dal 1995; era stato
dipendente della Sielte. Poi andò in depressione.
Prendeva 260 euro di pensione. Mio fratello si
arrangia, l'altro e' minorenne, mamma segue
un'anziana … se mio padre muore la responsabilita'
della famiglia ricade tutta su di me …”
Appunto, il comizio pubblico di
Tommaso che tutti hanno censurato e rimosso.
L’iniziativa parlamentare di porre mano alla riforma
della seconda parte della Costituzione è passata
pressocché ignorata nel Paese; il dibattito si è
rinsecchito dentro all’aula della Bicamerale e
l’intera comunità nazionale ne ha saputo solo quello
che si è voluto farle sapere.
2)
La domanda più elementare alla quale i sedicenti nuovi
costituenti si sono pervicacemente rifiutati di dare
una risposta era ed è: qual è la ragione storica,
sociale, giuridica che impone la riforma? Qual è
l’evento, il dato di discontinuità materiale nella
storia dell’Italia repubblicana che giustifica, qui ed
ora, la riforma della Costituzione?
3)
La discussione, dentro alla Bicamerale, è stata
condizionata da interessi politici contingenti che
hanno ridotto e mortificato il preteso bisogno di
riforme a merce di scambio per affari politici di
breve periodo.
4)
Il risultato dei lavori della Bicamerale ha, alla
fine, scontentato tutti; ma si è, comunque, conseguito
il perverso risultato di dare ormai per scontato che
la Costituzione va cambiata, per alcuni anche nella
sua prima parte.
5)
La voce di quanti, isolatamente e con coraggio, hanno
ribadito l’attualità e la modernità della Costituzione
del ’48 è stata di fatto zittita se non guardata e
indicata con sospetto, quasi voce di incalliti
conservatori al cospetto di creativi rivoluzionari.
6)
Un perverso e osceno gioco delle parti ha finito con
l’imporre l’identificazione della modernità con il
disegno autoritario del presidenzialismo più o meno
camuffato.
7)
E’ urgente e necessario che quanti hanno visto nella
Carta costituzionale lo strumento più efficace per una
democrazia progressiva, per la tutela dei diritti di
libertà e della dignità di ogni cittadino, riprendano
la parola e si organizzino in un largo e libero
movimento politico e di opinione per una “società
giusta secondo la Costituzione”, radicalmente
antiautoritaria e generosamente solidale.
8)
E’ necessario che quanti condividono questo nuovo
impegno di resistenza si diano gli strumenti perché la
loro voce si senta e si ascolti.
9)
L’appello è, dunque, alle donne (che vedono minacciate
le loro conquiste e frenate le loro speranze di
riscatto), ai lavoratori (che si vorrebbero “precari”
per sempre), agli studenti (massacrati per ragioni di
censo e di “appartenenze” sociali), agli intellettuali
(che tacciono e assecondano da troppo tempo), agli
ecologisti (che sulla Costituzione hanno fondato mille
loro battaglie), ai magistrati (stritolati tra
attivismo investigativo-giudiziario e processi
strazianti per impotenza e inefficienza).
10)
Una “convenzione per l'Italia giusta secondo la
Costituzione” può essere lo sbocco di questa prima
iniziativa e punto di avvio per una rinascita giusta e
democratica del Paese.
Rivista Sudcritica
1 gennaio 2011
CAPODANNO A MODUGNO - BARI: LA RACCOLTA
INDIFFERENZIATA
CITTADINANZA
ONORARIA A MAGRONE
San Giuliano di Puglia.
Il procuratore Nicola Magrone, che da pochi giorni ha
completato il suo servizio, dopo i sette anni di
lavoro a Larino, diventa cittadino onorario di San
Giuliano di Puglia. La cerimonia si è svolta sabato 11
dicembre alle ore 16 nella sala consiliare nell’insediamento
abitativo temporaneo di piazza Primavera. Al
procuratore saranno donate la pergamena di cittadino
onorario e le chiavi della città, nel corso del
consiglio comunale straordinario. Alle ore 11, il
procuratore ha regalato agli alunni della scuola primaria
e secondaria la sua opera "Il piccolo libro della
Costituzione" edita da Popoli & Costituzioni
fondazione onlus di cui Magrone è presidente.
[da
www.primonumero.it]
la Costituzione in
buone mani
laCostituzione in buone mani
San
Giuliano di Puglia, 11 dicembre 2010. Il piccolo
libro della Costituzione di Nicola Magrone
donato ai bambini della scuola Jovine
dalla
fondazione onlus Popoli & Costituzioni.
MarioMonicelli:
un borghese grande grande.
L'ultimo ciak
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UNA PAGINA MEMORABILE DI ANTIBERLUSCONISMO
BERLUSCONIANO
IL DUELLO TRA PRESIDENTI OPERAI
per favore,
non in nome di Sarah
Diciamola tutta: l'abuso delle parole e dei
gesti si va facendo osceno. La classe operaia va lentamente ma inesorabilmente
scomparendo dallo scenario sociale e dove sta è zittita e impaurita dalla
prospettiva del peggio. E tuttavia, sbucano elmetti operai, come funghi, come
funghi velenosi perché falsi e ingannevoli, maneggiati con impaccio da
presidenti teatranti.
E sia: dicono che non c'è verso di liberarci da Berlusconi se non inventandoci
un suo sosia. Va bene; ma non in nome di Sarah almeno, per favore. Non mettiamo
nell'impasto indigesto un po' di tutto, il berlusconismo, il garage tenebroso,
l'elmetto rosso, l'esile immagine di una ragazzina che non si intese di elmetti
e di presidenti, per sua sfortuna.
Presidente Vendola, non esageri; non si senta obbligato a dire la sua parola in
versi ovunque e comunque; Sarah "simbolo di speranza nel futuro"? ha composto un
verso o ha espresso una sua convinzione? E' la politica che deve "scardinare i
luoghi in cui quella speranza viene uccisa"? La sua politica avrebbe salvato
Sarah? può spiegarci qual è la sua politica che tutto salva? dovremmo intendere
che lei promette la felicità, che lei si è armato di elmetto per sfidare il
male, le tenebre, che lei vaga per paesi e campagne a salvare anime e vite, una
per una, luogo per luogo? Vada al corteo, figuriamoci, ma lasci stare Sarah dove
atrocemente l'hanno lasciata; e, qualche volta, risparmi anche a noi il suo
ripetuto canto festosamente funebre, a noi costretti al privilegio di non
portare sul capo, nemmeno per qualche minuto e per qualche foto, lucidi elmetti
rossi. Grazie. Italia Giusta secondo la Costituzione
modugno 29 ottobre 2010 amministrazioni locali e legalità costituzionale
A Modugno il convegno promosso da Italia giusta secondo la
Costituzione,
dalla rivista Sudcritica e dal Comitato centro storico La Motta
«Le amministrazioni hanno il dovere di rispettare
le regole». Antonio Morelli, presidente del Comitato vittime della scuola di San
Giuliano di Puglia, scandisce le sue parole senza particolari inflessioni, col
tono che nasce da una precisa consapevolezza: di essere dalla parte dei «più
deboli, di coloro che devono improvvisarsi nella tragedia per rivendicare i
propri diritti di cittadini in nome della legalità e della Costituzione».
A sentire le parole chiare e sicure di Morelli riesci forse ad intuire, al di là
dell'inimmaginabile dolore privato di chi ha perso la propria bambina dopo
averla salutata come ogni giorno prima della scuola, qualcosa del dramma di
coloro che si trovano al centro di una tragedia causata dall'inadempienza delle
istituzioni, le stesse che dovrebbero tutelare i cittadini e garantire loro
sicurezza. «Dopo la tragedia – racconta Morelli – è stato difficile andare
avanti secondo le regole. Semplice e comodo fu dare la colpa al terremoto.
Bisognava dire che il Molise era demolito, che la ricostruzione era un affare di
emergenza. In realtà le occasioni di emergenza furono occasioni di malaffare.
Novecento milioni di euro arrivarono al Molise senza che effettiva ricostruzione
sia avvenuta».
Nella sala “Beatrice Romita”di Modugno ad un pubblico attento, oggi 29 ottobre
2010, a ridosso dell'ottavo anniversario di quel drammatico evento, Morelli
parla dello sgomento ed anche della rabbia che ne seguì, la giusta pretesa di
risposte riguardo alle responsabilità del crollo, i disperati tentativi di
impossessarsi degli strumenti per comprendere i fatti al cospetto dei flussi di
denaro che già arrivavano dallo Stato, la percezione di una strumentalizzazione
in nome di ventisette bambini ed una maestra seppelliti all'interno di una
scuola a causa di una struttura sopraelevata apposta solo quarantacinque giorni
addietro e poi la beffa più grande, l'assoluzione in primo grado degli imputati
nel processo. È forte e spiazzante la lezione di quest'uomo semplice, quando
chiarisce il percorso compiuto dai cittadini a San Giuliano nell'inseguire e
pretendere dallo Stato giustizia e verità per quelle morti, «un passo dopo
l'altro, cominciando dal basso, con la stella polare della Costituzione ad
indicare la via. Basta poco per realizzare un'Italia giusta e civile».
Cosa ci insegna la lezione di San Giuliano? Nicola Magrone, presidente onorario
di “Popoli e Costituzioni”, procuratore della Repubblica, lo stesso che ha
portato avanti quel processo fino alla sentenza in appello e in Cassazione in cui sono state
finalmente individuate le responsabilità di cinque imputati, ne spiega la
portata: «Amministrare è essere parte di una comunità, non distinguersi
ponendosi su di un livello sociale più alto. È servire una comunità secondo un
criterio, categorie di riferimento che sono scritte nella nostra Costituzione.
Non possiamo da liberi cittadini, permettere di essere amministrati da chiunque
si dichiari semplicemente disponibile a farlo».
«San Giuliano - prosegue Nicola Magrone - ci fa capire che riguardo ad atti e
situazioni determinate, quali la distruzione di un centro storico qui a Modugno,
qualcuno deve dar conto legittimamente, così come è legittimo che i cittadini ne
esigano spiegazioni. Amministrare non è un solo fatto tecnico, non è cercare
soluzioni improntate al qui ed ora, è cercare soluzioni in base ai principi e le
indicazioni esplicati nella Costituzione, poiché è ai Comuni che è affidata la
prima forma dell'amministrare della Repubblica».
Tuttavia qui comprendi che la lezione di San Giuliano è anche un'altra; è la
testimonianza che l'aggregazione di cittadini muove e mette a fuoco
consapevolezze riguardo ai propri diritti e l'ambiente, alle condizioni
effettive in cui si ritaglia e definisce la propria vita. Si tratta di un
esercizio del rivendicare piuttosto che del chiedere, dell'esigere nel pieno
rispetto della legalità da parte di attori sociali deboli, che invece pretendono
il riconoscimento della piena dignità delle proprie forme di conoscenza e che
possono divenire essi stessi portatori di energie virtuose nella gestione dei
beni pubblici del territorio. Nicola Magrone esplicita bene questo concetto
riguardo alla considerazione che i Comuni dovrebbero avere per le libere forme
partecipative di cittadini aggregati in forme diverse di associazionismo, poiché
queste sono risorse che appartengono alla comunità, azioni di uomini liberi che
vogliono credere nella giustizia.
La conclusione del procuratore è un pensiero alle vittime del crollo della
scuola ed un invito a recarsi nel luogo in cui sono sepolte le vittime. «Un
luogo tutt'altro che triste. Andare al cimitero di San Giuliano è un'esperienza
che a tutti consiglio di fare. Guardare i visi sorridenti di quei ventisette
bambini riconcilia la vita con la morte, fa sentire più umili e può permetterci
di cogliere il senso di una giusta azione civile». [francine]
LOTTIZZAZIONE GIUDIZIARIA
"In queste ore [dopo le dimissioni di Alfonso Marra da Presidente
della Corte di appello di Milano perché coinvolto - non si sa se a ragione -
nella vicenda cosiddetta P3], si apre già la corsa per impadronirsi della sua
poltrona. Renato Rordof, l'esponente di Magistratura Democratica che era stato
sconfitto da Marra [per la nomina a quel posto] si prepara a ricandidarsi: ma
nel frattempo Magistratura Democratica ha ottenuto la guida della Procura
Milanese [con Edmondo Bruti Liberati], e difficilmente potrà pretendere
anche la
Corte di appello" [il Giornale, 22 ottobre 2010]
Come a dire: i "posti" sono dati alle correnti non alle persone. La
lottizzazione.
EFFETTI DESIDERATI
DELLA CRISI ECONOMICA
In California le esecuzioni capitali sono sospese
per mancanza di veleno.
Una volta tanto, benvenuta crisi economica. Quello che non
hanno saputo e non sanno fare gli uomini sta facendo la mancanza di materia
prima per uccidere con l'iniezione letale i condannati a morte.
Se ne parla, forse, a marzo prossimo. Un problema serio per i cultori
dell'omicidio di Stato. Nel frattempo, la scienza è stata convocata a palazzo
per trovare subito una soluzione alternativa. Becchini a rapporto. I condannati
a morte aspettano ... sperano nel fallimento di tanto sanguinaria ricerca
"scientifica". Accade oggi, ora, 2010. Non se ne può più.
[Italia
Giusta secondo la Costituzione]
Donne
lapidate per "sapienza del giudice"
Sakineh Ashtiani, una donna di 43 anni accusata di adulterio
in carcere a Tabriz dal 2006, ha subito 99 frustate e rischia la morte per
lapidazione.
Una donna come Delara Darabi,
come Azar Bagheri,
come Marian Ghorbanzadeh,come Zahreh, condannate a morte per lapidazione,
come 40 o 50 donne che aspettano la stessa barbara sorte, la morte per
lapidazione in Iran.
L'Iran è stato eletto per acclamazione (sic!) membro della
Commissione per i diritti delle donne dell’Onu.
[Tony Tundo - da Popoli & Costituzioni Salento]
Questioni di
civiltà
24settembre 2010, Virginia, Stati Uniti, carcere di Greensville. Una donna, Teresa
Lewis, è stata uccisa con un'iniezione letale. Accusata di essere mandante di
due omicidi e condannata alla pena capitale, nonostante il riconosciuto ritardo
mentale, l'esecuzione è stata eseguita nel pieno rispetto della legalità. Agli
esecutori invece, la condanna all'ergastolo.
In Iran una donna di nome Sakineh, accusata di adulterio è stata condannata a
morte per lapidazione. Una sentenza per il momento sospesa per via degli appelli
e dell'indignazione suscitata in molti paesi. A tante donne prima di lei in Iran
e non solo, la stessa identica sentenza non è stata sospesa, né annullata.
Stati Uniti ed Iran, due paesi contrapposti sulla scena internazionale, due
concezioni diverse dello Stato e dell'individuo. Civiltà diverse in conflitto si
dice. In entrambi una sentenza di morte per fare giustizia, a termine di un
processo legale.
Dare la morte per fare giustizia, in Occidente come in Medio Oriente, in un
paese dalle gloriose tradizioni democratiche ed in un paese integralista
islamico.
C'è qualcosa che non torna.
[Francesca Di Ciaula - dal forum di popoliecostituzioni.it]
*
E' lecito sperimentare ancora sui primati * E' lecito
infliggere il dolore più devastante "laddove necessario" *E' lecito sottopore
a sperimentazione corpi già torturati e sopravvissuti *
E' lecito fare a meno dell'anestesia * "C'è differenza
fra la dignità degli animali e quella degli esseri umani * "Non sono giusti i
controlli che ostacolano la ricerca" * In dieci minuti,
gli europarlamentarii hanno adempiuto al loro dovere di sicari delle industrie
farmaceutiche e chimiche
MA CON QUALE CORAGGIO MANDIAMO
LI' QUESTI SIGNORI?
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CANCELLATA DALL'UNIONE LA
LINGUA ITALIANA
L'Unione
Europea ha tolto la lingua italiana dai suoi strumenti di comunicazione:
i suoi atti vanno scritti e letti solo in tedesco, francese e inglese. Dicono:
questione di economia dei costi. Un delirio, tra i tanti, passato
sostanzialmente inosservato. L'Unione stessa si va tristemente rivelando un
prepotente
delirio.
POLITICA LOCALE - VISIONE
NAZIONALE
Le
prossime elezioni amministrative in alcuni comuni italiani, tra i quali Modugno
(Bari), offre un'occasione irripetibile per rilanciare l'attualità della nostra
Costituzione. In un momento nel quale forze grossolanamente potenti cercano di
sbriciolare i valori e le regole fondamentali dettate dalla Costituzione,
la società civile ha il dovere di fare quadrato, di sottrarsi all'ipocrisia
della dialettica bipolare o bipartitica (ammucchiate per vincere non si sa per
fare che cosa), ITALIA GIUSTA secondo la Costituzione
fa appello a individui e ad associazioni per un patto
costituzionale rinnovato e convinto per fare di Modugno il paese della
legalità costituzionale. Un primo esempio, una prima concreta testimonianza,
un primo gesto autenticamente rivoluzionario. L'esperienza degli ultimi dieci
anni di amministrazione comunale a Modugno (sindaco senza maggioranza, mantenuto
da accordi di mero potere, consiglio comunale ridotto tutto intero ad un pantano
di servili esecutori di ordini, occupazione da parte dei cosiddetti partiti di
ogni angolo e di ogni postazione di sfruttamento della cosa pubblica) merita una
decisa e radicale presa di coscienza della comunità, il rifiuto di ogni scambio
commerciale di voti e di favori. Le associazioni, i movimenti sociali, i gruppi
di volontariato (dai difensori dell'ambiente a quelli degli animali a quelli
della umanità sofferente), devono sottrarsi alle sirene dei partiti egemoni che
ripropongono stessi volti e stesse banalità programmatiche (un programma copia
l'altro, un un trionfo della vacuità e dell'inganno) e ricollegarsi direttamente
al programma per antonomasia scritto nella Costituzione. L'idea e la prospettiva
è quella di fare di Modugno il primo esempio di comunità locale che possa
legittimamente e con orgoglio qualificarsi e annunciarsi come MODUGNO COMUNE
DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE. Chi non ha interessi personali nella
gestione della cosa pubblica dia una mano a questo tentativo, non abbia paura
del mare aperto, rifiuti l'accordo clandestino. L'impresa è difficile ma non
impossibile anche in un paese ridotto a rete di clan, a comitati di affari, a
sistema di ammiccamenti sottobanco, a deserto culturale. E' proprio da lì che
bisogna ricominciare.
ITALIA GIUSTA SECONDO LA COSTITUZIONE
LA RIVOLUZIONE MITE
30
luglio 2010 - Una
festa di piazza con lo swing ballabile dei 'Ghostbuster's Jazz' e insieme
un dibattito su quel che una città dev'essere perché sia vivibile dai suoi
abitanti: è stata questo l'assemblea pubblica che hanno organizzato a Modugno,
l'associazione Italia Giusta secondo la Costituzione (convenzione
promossa dalla Fondazione onlus Popoli e Costituzioni), la redazione
della rivista Sudcritica e il 'Comitato La Motta per la difesa e la
valorizzazione del centro storico' "per protestare ancora una volta contro
la situazione di degrado nella quale è tenuto il centro storico modugnese".
Una raccolta di firme contro un centro storico ridotto a parcheggio di centinaia
di veicoli, dove i residenti - e' stato denunciato da alcuni intervenuti al
dibattito - hanno pagato per ricevere tessere di accesso a una 'zona a traffico
limitato' che e' spesso invece un autodromo. "Ecco l'estate: uomini e topi
ancora insieme. L'amministrazione comunale vuole così e non si vergogna": si
chiamava così la manifestazione tenuta nella piazzetta di Via Corsica,
trasformata soltanto per una sera in un angolo accettabile come
nei centri storici degni di questo nome. Le testimonianze dei residenti hanno
invece parlato di un centro storico morto da tempo, dove sopravvivono cittadini
storditi mescolati a topi e scarafaggi, con le strade segnate da escrementi di
colombi e da un'antica modernizzazione a secchiate di asfalto ormai untuoso,
saltellante, sbriciolato, fatto apposta per far cadere gli anziani. Persino la
raccolta differenziata, nel Centro storico di Modugno, si traduce in un
aggravamento della situazione igienico-sanitaria, trattandosi di una raccolta di
rifiuti che, imponendo ai cittadini di depositare per terra la spazzatura,
diventa un'operazione che sparge liquidi e resti di immondizie nelle vie,
alimentando a sua volta topi e insetti.
Ne hanno parlato, per Italia Giusta e per il Comitato La Motta, Mino Magrone,
Franco Taldone, Daniela Laghezza e Nicola Catucci.
Quest'ultimo ha raccontato il paese attraverso una raccolta di foto che parlano
chiaro: non solo il centro storico ma anche altri quartieri della città e i beni
culturali di maggior pregio sono in pessime condizioni, zero marciapiedi - e per
questo carrozzelle con bambini e disabili portate al centro delle strade -
allagamenti ad ogni acquazzone, evasione scolastica dilagante come l'arrembaggio
urbanistico, una centrale a turbogas sorta a poche centinaia di metri da una
grossa fabbrica di vernici, contro ogni misura di prevenzione e di sicurezza.
Persino l'aria è irrespirabile a causa di miasmi industriali senza misure
adeguate a tutela dei cittadini. Sono state immagini eloquenti della situazione
nella quale versa Modugno, per colpa di un’amministrazione che da dieci anni
disamministra. Alcune delle foto si trovano sul sito www.popoliecostituzioni.it
e sul forum. [Ansa]
LINGUAGGI E STRATEGIE DI STATISTI
Intervista
di Cossiga in concomitanza con gli scioperi degli studenti contro
la riforma Gelmini due anni fa: “Maroni […]
dovrebbe ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università,
infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che
per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle
macchine e mettano a ferro e fuoco le città. […] Dopo di che, forti del
consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà
sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri […] nel senso che
le forze dell’ ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale.
Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà,
ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano
[…], soprattutto i docenti […]non dico quelli anziani, certo, ma le maestre
ragazzine sì. […] Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in
piazza: un atteggiamento criminale!”. Ma d’altronde non c’è da
meravigliarsi: nel 1977, nel corso anche qui di duri scontri tra studenti e
forze dell’ordine che portarono alla morte del militante di Lotta continua
Pierfrancesco Lorusso, Cossiga decise di mandare veicoli trasporto
truppa blindati nella zona universitaria. " [Intervista di Cossiga a Paolo Guzzanti. Da lo
Specchio - blog di informazione politica]
I LINGUAGGI LE COSE I FATTI
Che cos'è esattamente la fabbrica di Nichi?
"La fabbrica di
nichi non è un semplice comitato elettorale, ma uno spazio diverso, attivo e
creativo. Volontari di tutta la Puglia attivano un processo di rete e
partecipazione: idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere nascono
e si diffondono vorticosamente per tutta la regione, attraverso il web e le
azioni sul territorio. Così, attraverso questo luogo fisico e virtuale,
raccontiamo a tutti cosa è stato fatto e perché è importante rieleggere Nichi
Vendola "
Ah, ecco, chiaro: è questa la fabbrica, uno
spazio diverso, attivo e creativo, luogo fisico e virtuale.
Insomma, una
fabbrica: hai presente l'Italsider?
Intercettazioni
UNA POLEMICA STRUMENTALE
Leggi l'articolo di Nicola Magrone su La Gazzetta del Mezzogiorno del 7 luglioe su il Riformista dell'8
luglio 2010
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L'articolo 41 della Costituzione che si vuole modificare (o eliminare?) "L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in
contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla
libertà, alla dignità umana. La legge determina i
programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata
possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
" Leggi un
intervento di Gianni Ferrara Libera impresa o
stato criminale? [da
www.costituzionalismi.it]
il primo numero della nuova serie è dedicato al
CASO MODUGNO:
IMMAGINI E VOCI DI UNA COMUNITA' SENZA GOVERNO
EDIZIONI dall'INTERNO-SUDCRITICA
PROMOSSE DA POPOLI & COSTITUZIONI
LA RIVISTA CHE HA SEGUITO E ANTICIPATO GLI ULTIMI TRENT'ANNI
DI STORIA ITALIANA FONDATA NEL 1979 E DIRETTA DA NICOLA MAGRONE
VENDOLA/don VERZE'.
LO STRANO DIALOGO SU DUE
SANTI CONTEMPORANEI
[Leggi tutto]
LE CORSIE DELLA REGIONE [Leggi tutto]
A PROPOSITO DELLO SCANDALO PROTEZIONE CIVILE
A SENTIRLI OGGI, TUTTI I COSIDDETTI GIUSTIZIALISTI (QUELLI CHE NON SAPEVANO E
SANNO E GIOISCONO SOLO AL TINTINNARE DELLE MANETTE), NESSUNO POTEVA IMMAGINARE QUEL
CHE SAREBBE POTUTO ACCADERE.
EPPURE, BASTAVA INTENDERSI UN PO' DI REGOLE DEMOCRATICHE E COSTITUZIONALI PER
PREVEDERE E PREVENIRE
[Leggi tutto]
STRAGE DI SAN GIULIANO. LA
CASSAZIONE: TUTTI GLI IMPUTATI SONO COLPEVOLI. NON FU IL TERREMOTO AD UCCIDERE I BAMBINI,
COME RITENNE IL GIUDICE DI PRIMO GRADO
["E' davvero una urgente necessità quella
di rimuovere la decisione del Tribunale di Larino - giudice Laura D'Arcangelo
- con la quale sono stati assolti tutti gli imputati; decisione oggettivamente
sregolatrice di ogni sistema di norme che a fatica è stato costruito in difesa
di interessi collettivi e individuali di assoluto rilievo costituzionale" -
dall'appello del Procuratore della Repubblica Nicola Magrone contro la
sentenza; appello accolto dalla Corte di appello e dalla Corte Suprema di
Cassazione]
www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=152
LA CABINA DELL'INGANNO E LA
SCOMPARSA DELLE MINORANZE
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GLI OCCHI DI OGGI SUL GIORNO DELLA MEMORIA
appunti di Michele Silvestri
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ELISA SPRINGER, PRIMO
LEVI. PAROLE E MEMORIE NOSTRE a cura di
Michele Silvestri [Leggi
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Quel che va accadendo a Bari per la designazione del
candidato presidente della Regione Puglia (presidente, prego; non come si suole
ormai dire: governatore, manco fossimo in Texas) non è affatto scandaloso [Leggi
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Piazza Fontana, memoria e verità, di Nicola Magrone
su La Gazzetta del Mezzogiorno del
13 dicembre
TI RICORDI DI PIAZZA FONTANA? IL MALE OSCURO DELLA DEMOCRAZIA
ITALIANA
FrancescaDi Ciaula e Daniela Laghezza
immagini del seminario
L'intervento musicale di
Nicola Porfido (chitarra classica),
Davide Montagna (chitarra classica),
Daniele Montarulo (violino)
"Ti ricordi di
Piazza Fontana?"
video a cura di
Nicola Catucci
I PRE-POTENTI
IL RITO FEUDALE DELLE ELEZIONI
REGIONALI [
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NEL PAESE DELLA “DEMOCRAZIA INCAUTA”
GRAZIE A CHI E COME SILVIO BERLUSCONI HA POTUTO RIVENDICARE PER SE’ L’"IMPUNITA’
PROVVISORIA"? di Nicola Magrone
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LA PROVINCIA NASCOSTA
Si
veniva, poi, a sapere che, quando il Sindaco rassicurava - la sera del
16 ottobre 2009 dinanzi all'assemblea pubblica promossa da Italia
Giusta secondo la Costituzione - che l'allarme dei cittadini per
l'assurdità della nomina era a quel momento
ingiustificato perché la "pratica era ferma, congelata", in quel
preciso momento egli aveva già in tasca la delibera già fatta approvare dalla giunta per la
nomina del singolare supermanager. Per molto meno, per una
menzogna molto meno volgare, Clinton rischiò il suo posto di Presidente
degli Stati Uniti.
________________
ATTI E COSE
PRIVATE IN LUOGO PUBBLICO. ANCORA UNA VOLTA, IL CASO MODUGNO l'assemblea del 16 ottobre 2009 di Italia Giusta
Si
dà questo caso: si vota nel Comune di Modugno (Bari) nel 2006.
Concorrono due candidati (e qualche comparsa). Vince al primo turno
quello di centro sinistra (Sindaco "uscente" e subito "rientrato");
perdono (al primo turno) il concorrente (di non si sa quale
schieramento, comunque di origine Pci, Pds, Pd, fieramente e con larghi
mezzi contrapposto al Sindaco di centro-sinistra) e le comparse. Il
Sindaco "confermato" fa le sue giunte, una dopo l'altra una diversa
dall'altra, e porta il degrado del paese all'attenzione anche della
stampa nazionale. Il candidato sconfitto sta in Consiglio
all'opposizione e tace, almeno così sembra. Rifanno l'ennesima giunta,
quella malauguratamente ancora in carica: il leader del centro-destra lo
fanno presidente del consiglio: pace, dunque, su quel fronte; il
candidato sindaco che aveva raccolto a fianco a sé tutta la nomenclatura
degli anni e decenni passati fa solitario la parte dell'opposizione e
tace, almeno così sembra.
12 agosto 2009,
a due giorni da ferragosto - quando il paese è letteralmente sfiancato
da un degrado urbano senza precedenti e dal soffocamento da insediamenti
industriali raggomitolati su se stessi - la "nuova" ed ultima giunta si
riunisce urgentemente, senza ritardi e con abnegazione, e che ti fa?
Dilagando per le strade del centro storico comitive spensierate di topi
e di scarafaggi, impegnandosi i bambini liberi dalla scuola in titaniche
sfide con topi e scarafaggi, turandosi i cittadini naso e bocca per
tentare una difesa dall'inquinamento dell'aria a livelli inediti,
rischiando il paese un'epidemia di inaudite dimensioni, imbottigliandosi
auto e pedoni in trappole urbane senza scampo, soffrendo gli operai e i
piccoli commercianti le conseguenze peggiori della cosiddetta crisi
economica, riprendendosi la comunità il diritto di parola con assemblee
pubbliche affollate e spaventate, la giunta ha fretta di approvare un
provvedimento che metterà tutto a posto. Approva una modifica all'art.
18 del Regolamento dell'Ordinamento degli Uffici e dei servizi approvato
con delibera di Giunta n. 283 del 29 dicembre 1999, mica tanto tempo fa.
Deve trattarsi di una cosa urgente, urgentissima, non rinviabile e
dunque non rinviata per lodevole senso di responsabilità.
La
cosa si viene a sapere, le assemblee pubbliche sono raggiunte da
sussurri che annunciano una svolta; si pensa ad un'azione vigorosa del
candidato-sindaco sconfitto il quale, però e almeno in pubblico, tace e
si chiude in uno strettissimo e orgoglioso silenzio. E d'altra
parte, chi potrebbe e dovrebbe raccogliere il lamento della popolazione
per il suo paese ridotto a discarica? Chi altri, in un Consiglio senza
opposizione, potrebbe "alzare la voce" forte della sua solitudine di
irriducibile oppositore? finché, la buona notizia: il 12 agosto 2009, in
Municipio, è successo che...
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MODUGNO
PIRATERIE IN COMUNE
Hanno
presenziato associazioni e movimenti, si è affacciato qualche consigliere
comunale, soprattutto c'era la gente comune, cittadini dalla voglia di
capire ciò che si muove a loro insaputa nel paese. Questione al centro della
pubblica discussione dell'assemblea è stata la nomina del
city manager, nuova figura di alto
dirigente della pubblica amministrazione comunale, ma anche le ormai
insostenibili problematiche ambientali e le mancate azioni, le
incomprensibili logiche di chi governa questo paese.
Quelle che sono passate davanti al microfono nella sala del palazzo della
cultura di Modugno, venerdì scorso 27 novembre, sono state le diverse voci
della cittadinanza, alcune ad alto volume e toni gridati da denuncia,
nonostante la buona amplificazione della sala - tanto da rendere
incomprensibile il soggetto o il predicato - qualcuno sbandierando e
maltrattando fogli nel pugno della mano libera dal microfono, altre invece
più chiare, frasi meglio articolate a spiegare in modo essenziale la
scandalosa questione della nuova nomina. Che infine è arrivata alle orecchie
di tutti: si è assistito – meglio, si è avuta notizia - di un grave atto di
prevaricazione da parte del sindaco e giunta comunale, di un'operazione
illecita fatta alla luce del giorno, grazie al ricorso a formule giuridiche
inesistenti, quella di attribuire ad una persona, individuata con
discrezione assoluta del sindaco, l'incarico di direttore generale con
relativa remunerazione, senza prima argomentare o condividere motivazioni in
una pubblica sede, soprattutto senza regolamentare il tutto con bando e
pubblico concorso. Voci e dissensi, rabbia e senso di impotenza, ma anche
voglia di proporre e partecipare. Ne è nato un documento, dall'assemblea
approvato, in cui si richiedono le dimissioni del sindaco e giunta comunale.
Nella serata tra le figure non rilevate, quella del sindaco (sempre presente
in pubblici dibattiti e manifestazioni) ed esponenti della giunta comunale
(sempre assenti). Difficile in effetti per il sindaco essere lì. Cosa
avrebbe potuto dire? Avrebbe potuto aggrapparsi ad affermazioni, quale
quella infelicemente utilizzata il 16 ottobre per eludere una risposta o
addirittura negare un fatto? Difficile. Difficile ripetere alla cittadinanza
la frase da comparsa “la pratica è congelata”, mentre nella mattinata dello
stesso giorno la nomina era stata già attribuita dal sindaco stesso
nientemeno che al proprio avversario politico nelle elezioni comunali del
2006. Rispondere alle domande dei cittadini con frasi non pertinenti, con
formule inventate, dare risposte senza senso con parole che non dicono
nulla. Cosa rimane al cittadino che cerca di capire come muoversi, cosa
succede nel proprio paese, allorquando, nel formulare una domanda di senso,
gli si risponde con una frase inadeguata?
Quando mi viene data una risposta altra, assurda o semplicemente non
pertinente, nel momento in cui mi rivolgo ad un servizio del mio paese, ho
l'impressione di essere io a non capire, che sia la mia mente incapace a
connettere fatti e parole, ha confessato qualcuno davanti a tutti. Cosa
viene restituito al cittadino in questi casi, attraverso una non risposta?
Una sensazione di afasia, incapacità a dare un nome a ciò che è intorno a
sé, a trovare le parole adatte solo per dire la realtà, con la relativa
difficoltà a comprendere, a trovare nessi tra fatti, a capire in quale posto
gli tocca vivere.
Scollamento del paese, ha asserito al microfono un osservatore esterno,
ripiegando su un' analisi a cui siamo più assuefatti. Da una parte il paese
reale con i suoi disastri ambientali e le ricadute da pestilenza sulla
salute degli abitanti, dall'altra il paese fantasma ricostruito nelle
delibere del palazzo di città. Un paese contro. L'asfissia del paese che
annega nel cemento e respira aria malsana, indifferenza e prevaricazione
dall'altra. Quella che è affiorata in effetti nel corso della serata, è
stata la comune percezione della presenza tra il palazzo di città ed il
paese, di un muro cementato da incomunicabilità ed indisponibilità a
prendere decisioni che affrontino la questione di fondo: la pessima qualità
della vita di chi vive in questo paese. Francesca Di Ciaula
MODUGNO
HANNO FATTO
DI QUESTO PAESE IL LABORATORIO DI UN CRIMINE SOCIALE
CI MASSACRANO TUTTI E CI RACCONTANO FELICI
"MODUGNO. UNA SCULTURA PER ESALTARE IL
TERRITORIO" [lA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 17 GENNAIO 2010]
]La
Giunta comunale non ha la fiducia di nessun gruppo consigliare, chiamiamoli
così; il sindaco resta al suo posto e nessuno gli ricorda che per stare lì
deve avere una maggioranza; tutti prendono le distanze dall'amministrazione
nel discorrere al bar, tutti lasciano fare tutto. Il centro storico è morto
da tempo, vi sopravvivono cittadini storditi mescolati a topi e scarafaggi;
il casale di Balsignano, tormentosamente condotto quasi vent'anni fa alla
funzione pubblica, non è più di nessuno, si attende un palazzinaro; le
chiese crollano, le strade sono il segno di un'"antica modernizzazione" a
secchiate di asfalto ormai untuoso, saltellante, sbriciolato; l'aria
irrespirabile, la raccolta differenziata inesistente; si vive nelle auto
ferme, l'evasione scolastica dilaga. Un inferno. Ed ecco il sindaco sul
giornale: fascia tricolore sul petto, viso sorridente e sereno, a donare una
piccola e infedele scultura ad un "italo americano" che si è fatto onore,
alle autorità, agli amici. Vuole essere la sintesi delle bellezze di
Modugno, il centro storico - appunto -, le chiese, l'aria, la vita salubre,
la felicità sociale. Regala "una scultura", senza timore del ridicolo
e del tragico, "per esaltare il territorio". Una nuova scuola di pensiero,
politica e finanche morale si è imposta: massacrarci tutti e raccontarci
felici; un crimine sociale che non si riesce a capire se e quando incontrerà
un "giustiziere". ITALIA GIUSTA secondo la Costituzione
MODUGNO
Nostra Italietta, tra farsa e
tragedia
MENZOGNE.
"UNA SCULTURA PER ESALTARE IL TERRIRORIO"
"Modugno ha poche cose di cui vantarsi. Chiusi nello scrigno,
gelosamente, i suoi “gioielli” vanno salvaguardati, per essere tramandati
alle future generazioni. Scorci del centro storico, la campagna, Balsignano,
le chiese, le tele. Con la volontà di far conoscere al mondo le
caratteristiche del territorio, il sindaco Giuseppe Rana ha fatto realizzare
una scultura intitolata “Modugno nel tempo”, in terracotta policroma su base
di legno. L'autore è Vito Massarelli. L'opera raffigura in un abbraccio
avvolgente le pietre, il cardo selvatico (simbolo della città), Balsignano,
le costruzioni. Alcuni dei dieci esemplari sono stati donati a: Joe Vitale,
modugnese doc affermatosi in Canada; all'arcivescovo mons Cacucci; alla
Fanfara dei Carabinieri; al colonnello Antonio Bacile, comandante
provinciale dei Carabinieri."[La Gazzetta del Mezzogiorno, 17 gennaio 2010]
___________________
Volete
andare oltre quel senso di disgusto che a tutta prima ha preso il vostro
stomaco mentre leggevate questo articolo apparso il 17 gennaio sulla
Gazzetta del Mezzogiorno?
L'ho riportato per questo. Provate a rileggerlo parola per parola e vedrete
man mano il tragico sconfinare nel tragicomico. Potremmo anche provare a
venirne fuori con un sorriso tirato, se solo fossimo capaci di soprassedere
all'amara considerazione che alla fine ci rimane tra le mani: costretti ad
accettare per forza di cose, strade luride, aria malsana e puzzolente, beni
culturali che si disgregano di giorno in giorno, campi devastati che
assorbono veleni di ogni genere, ci tocca persino far scorrere sotto i
nostri occhi questa mini cronaca da teatrino di provincia, nel senso più
angusto e retrivo del termine.
Come pensa il cronista che possano leggere queste parole i cittadini
modugnesi? Questo resoconto appassionato di una farsa, una scena da commedia
del tipo Don Camillo e Peppone?
Potremmo ridere di cuore ad ogni parola scritta con cotanto ardore e
passione civile. Non una parola di questo articolo merita un commento.
L'audace cronista ha giustamente anteposto al fatto, la sua sintesi a
racchiudere tutto il senso profondo della messinscena, una celebrazione o
autocelebrazione del signor sindaco, rimpicciolita in un angusto ed
anacronistico orizzonte di cronaca locale, che potremmo andare a scovare
sulle pagine di giornali di mezzo secolo fa ed oltre.
Eppure i modugnesi, sostenuti da ardita “volontà di far conoscere al mondo”
altri più grandi “gioielli”, una proposta per una più consona celebrazione
potrebbero avanzare. Potrebbe, signor sindaco, commissionare all'artista una
nuova scultura che, al fine di “esaltare il territorio”, possa racchiudere
in un mefistofelico “abbraccio avvolgente” i simboli dell'avanzato sviluppo
del nostro territorio, che i tempi ci hanno dettato, di opere e costruzioni
che indubbiamente - quelle sì - stanno “per essere tramandati a future
generazioni”, come la centrale turbogas, gli impianti di trattamento di
rifiuti speciali e l'inceneritore? E poi gli stabilimenti con le loro
ciminiere, la già prevista discarica di rifiuti speciali a qualche
chilometro dal paese, e poi … ecco ci sarebbe un gioiellino occultato e
quasi catacombale, per fortuna oggi sbarrato, a due passi dal centro del
paese, che è passato - pensate! - per grandi schermi dei cinema: il
sottopassaggio della stazione della FAL.
Pensate. Il regista nostro conterraneo, Sergio Rubini ha scelto tra le
location del suo ultimo film “L'uomo nero”, accanto al lungomare di Bari, la
pinacoteca provinciale, San Vito dei Normanni, Oria, il centro storico di
Mesagne, la Murgia barese, anche Modugno e per la precisione il detto
sottopassaggio, utilizzato per una breve scena rivelatrice, una sorta di
sintesi dell'immaginazione del bambino protagonista, in cui l'uomo nero si
rivela in tutta la sua evidenza, a metà tra incubo e realtà.
Anoi invece
tutto ciò non disturba. Il nostro inconscio collettivo non registra traumi,
rassicurati come siamo dal sorriso aperto del nostro sindaco, ritratto con
fascia tricolore nella foto sul quotidiano, mentre consegna la scultura al
signore “modugnese doc”, forse un tantino interdetto. Lo immagino quel
signore mentre riceve quella scultura e cerca di sbrogliare un sentimento
controverso, una specie di ingarbuglio di pensieri: il ricordo del paese
com'era un tempo, il sentirsi lusingato da cotanto riconoscimento ed un
paese che forse non riconosce più, sporco ed abbruttito.
“Modugno nel tempo” come ha avuto modo di vedere, gentile signore, è stato
sepolto da una colata di cemento, soffocato da veleni, gli abitanti
ricacciati lontano da luoghi pubblici e strade, dove diventa difficile pure
transitare a piedi con la pioggia o col sole. Posso forse immaginare, con un
moto doloroso di empatia, il suo disincantato ritorno in Canada, mentre fa i
conti con i resti del suo sentimento di appartenenza, un tutt'uno con la sua
– immagino - coraggiosa e dignitosissima storia, contrabbandato invece qui
da noi in insultante propaganda, ad ulteriore conferma dell'arroganza e
indifferenza in cui ci hanno lasciato quelli che stanno seduti a Palazzo di
Città. Non posso sapere, gentile signore, con quale sentimento ritornerà nel
suo paese. Qui, noi modugnesi di sicuro i conti siamo costretti a farli ogni
giorno con le briciole di dignità che a stento riusciamo a trattenere per
riconoscerci cittadini di questo paese.
Francesca Di Ciaula
MODUGNO
UN QUESITO SULLE ARMI DELLA
DEMOCRAZIA:
COME CI SI DIFENDE DA QUESTE MENZOGNE?
Il
problema è questo: al cospetto di tanta impudenza, di un'amministrazione
comunale che ha oltraggiato e distrutto il centro storico e non solo di
Modugno, paese-poltiglia alle spalle di Bari, e che tuttavia diffonde con il
coraggio di un incallito truffatore sociale un comunicato di autoesaltazione
per annunciare addirittura la "rinascita del centro storico", come può
reagire il cittadino? deve subire in silenzio, deve scappare armi e bagagli,
deve continuare a protestare e insieme a subire la tortura di una disastro
ambientale e il bombardamento di sedicenti servizi giornalistici che gli
danno del matto?
Il problema è questo: se il centro storico è ormai amplissimamente
conosciuto e documentato come autentico disastro ambientale di portata
nazionale, sociale e culturale, se la comunità denuncia a tutte le autorità
e con tanto di raccomandata e di firme lo scempio e l'attentato sistematico
alla salute pubblica, se nessuna autorità interviene, se il cosiddetto
assessore piazza due pilomat all'imbocco di una stradina che definire strada
o via o tratturo dissestato è a dir poco audace, se i due pilomat sono fatti
pagare a ciascun residente con una tassa che gli dà in cambio l'accesso
all'inferno, se l'assessore all'ambiente (!) reclamizza la geniale
iniziativa e annuncia che il centro storico di Modugno vive così un
suo "rinascimento", che cosa esattamente si può fare democraticamente?
nulla? questo signore che si firma assessore ha una specifica autorizzazione
a mentire, può ingiuriare i cittadini impunemente, può distruggere un intero
paese senza dar conto a nessuno? Che cosa si può fare? è una domanda
vera. Chi può, tenti una risposta prima che ci ammazzino tutti nella
menzogna e nella poltiglia. Italia Giusta secondo la Costituzione
Il
rinascimento di Modugno
LODO ALFANO/LODO SCHIFANI
-A ben vedere, Napolitano ragionò come Berlusconi
"La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità
costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del
Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 23
luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della
Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di
legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP
del Tribunale di Roma". DISPOSITIVO DELLA
SENTENZA 7 OTTOBRE 2009 - LODO ALFANO
"
La Corte Costituzionale,
riservata
a separata decisione la questione di legittimità costituzionale dell’art. 110,
quinto comma, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento
giudiziario), sollevata dal Tribunale di Milano con l’ordinanza in epigrafe; dichiara
l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, della legge 20 giugno 2003,
n.140 (Disposizioni per l’attuazione dell’art. 68 della Costituzione nonché in
materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato); dichiara,
ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità
costituzionale dell’art. 1, commi 1 e 3, della predetta legge n. 140 del 2003."
DISPOSITIVO DELLA SENTENZA 13 GENNAIO 2004 -
LODO SCHIFANI [Leggi tutto]
I SEDICENTI E LA CITTA' FEUDALE
VIP IN CANOTTIERA ALLA PRIMA DEL
PETRUZZELLI
[Leggi tutto]
CHI
HA UCCIDE I NOSTRI SOLDATI IN AFGHANISTAN?
Riprende fiato il solito coro; ecco
l'imputato:
Art. 11 della Costituzione italiana.L’Italia ripudia la guerra come strumento di
offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle
controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli
altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento
che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce
le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
I FUORI LEGGE CHE OCCUPANO STATO E SOCIETA'
CHI DECIDE NEI PARTITI? LA FARSA DEMOCRATICA
[Leggi tutto]
DOPO IL REFERENDUM FALLITO DEL 2009, SI
TENGONO LA LEGGE ELETTORALE PORCELLUM E CI LASCIANO IL PARLAMENTO IN DIVISA
Sottoscrivi per saperne di più
leggi RIFORME
Il
referendum è fallito, grazie anche a noi. Punto. Resta la legge in vigore,
quella che volevano far peggiorare; e resta, più urgente di prima, la necessità
di toglierla di mezzo perché è contro la Costituzione, contro la democrazia,
contro i cittadini. Se non la cambiano resta il diritto e il dovere di una
strategia consapevole di astensione dal voto o del rifiuto di votare persone e
partiti che al dovere di rispettare la Costituzione si sottraggono; non è
difficile individuarli, non è difficile neutralizzarli, sono tra noi.
ascolta Leonardo Rinella
e la chitarra di Nicola Porfido
Due immagini del convegno di
Italia Giusta secondo la Costituzione - Modugno 12 giugno 2009 - "Astenersi significa salvare le minoranze e la democrazia" foto di Giuseppe Martino
____________________
Leggi UN EDITORIALE
DI SUDCRITICA
DEL 1998 ED UN APPELLO:
NOI CONSERVATORI
di Nicola Magrone.
Vale tutto per oggi, parola
per parola, delusione per delusione. Per oggi: tra gli applausi ad Obama e la
commozione per la Costituzione ...americana.
Leggi AMARCORD COSSIGHIANO
IL "PARLAMENTO PRIGIONIERO" DI MARCELLO PERA
di Popoli & Costituzioni
Leggi
GALLI DELLA LOGGIA: "LA PRIMA REPUBBLICA FINISCE ADESSO".
Luoghi comuni contro il senso comune
di Popoli &
Costituzioni
Leggi ANCORA UN REFERENDUM
SULLA LEGGE ELETTORALE. Battute di caccia alle minoranze. L'ultima? di
Popoli &
Costituzioni
Leggi
LEGGE ELETTORALE, UN NUOVO REFERENDUM, un nuovo ingannodi
Popoli &
Costituzioni
Leggi PARTITO DEMOCRATICO: ALL'ORIZZONTE,
LA QUARTA REPUBBLICA di
Popoli &
Costituzioni
Leggi
PERCHE' ANCHE I PARTITI PIU' PICCOLI DICONO DI AVERE UNA "CULTURA
DI GOVERNO"? di
Italia Giusta secondo la Costituzione
Leggi LA PAROLA E L'INGANNO.
Le regole aziendali per le elezioni primarie
del Partito Democratico.
Le "dichiarazioni di intenti" dei candidati alla segreteria di
Italia Giusta secondo la Costituzione
Leggi IL PREZZO DELLA PRETESA UNITA' DEL PAESE: il massacro della Costituzione di
Italia Giusta secondo la Costituzione
Leggi LA GRANDE COALIZIONE.
Politiche 2006. Una tentazione ricorrentedi
Nicola Magrone (da "Sudcritica")
“CI
HANNO CHIUSI IN UN GHETTO".
PROPOSTE PER SALVARE
IL CENTRO STORICO DI MODUGNO
Un paese
rassegnato al peggio. Un'amministrazione comunale grossolana e incolta. Un
centro storico di nobili origini ridotto a discarica e a garage. L'Italia
peggiore nelle mani di una sedicente oligarchia politica. L'abitudine
all'illegalità, la rassegnazione alla sopraffazione, il disprezzo per la misura
a portata di persone di un paese di tradizioni agricole consegnato
all'ingordigia dell'industrialismo affaristico peggiore. Bambini intossicati da
scarichi di auto, bambini costretti ad inseguire topi e scarafaggi disturbati
nel loro habitat, madri impegnate a sigillare con nastrini isolanti tombini e
fessure, fontanine pubbliche fatte sparire, muri scrostati di antiche case
cadenti, interventi di inaudita violenza sui resti della città vecchia di
tutti i colori, invasivi e sfibranti, severi segnali di divieto di accesso e di transito e
di sosta a testimonianza e certificazione pubblica del diritto alla
trasgressione, anziani barricati nelle case, invalidi espulsi dalla vita
sociale. Un ghetto che ci pone una domanda: com'è possibile che il paese accetti
tutto questo? il paese accetta tutto questo o lo subisce come una fatalità senza
scampo? Facciamo una prova: discutiamone in piazza; abbiamo un filo di speranza
che ne venga una "scossa", di quelle sociali, di quelle della democrazia
vissuta, di quelle che somigliano alla ribellione civile, non certo di quelle evocate in
questi giorni e di moda sui giornali.
Proviamo. >>>>>>>>>>>>>>>>>>
>>
L'IPOCRISIA DELL'ASSESSORE. PREDICA MA NON SA E NON VEDE
Guarda i particolari dello scandalo.
Vedi la galleria delle immagini del centro storico ____________________
Vedi e leggi i particolari,
le
immagini, i documenti
approvati e soprattutto la
DIFFIDAal Sindaco di Modugno e la DENUNCIA al Procuratore della Repubblica, al
Prefetto, all'Arpa, alla Asl.
LeggiNicola Magrone su La Gazzetta del Mezzogiorno del 30 luglio 2009:
MODELLO MODUGNO: UNA COMUNITA' SENZA GOVERNO
LeggiTrasformismo di periferia di Italia Giusta secondo la Costituzione
LeggiAssalto al Comune di Italia Giusta secondo la Costituzione Guarda Nel comune dove tutto è
possibile: L'ALLAGAMENTO ANNUNCIATO.
Partecipa al FORUM
sulle condizioni della comunità di Modugno e al SONDAGGIO
sulle prospettive di rinascita del paese.
TERREMOTI
DA SAN GIULIANO A
L'AQUILA. COMMOZIONI POSTUME _______________________________________________________________
Una cosa ha insegnato la
tragedia di San Giuliano di Puglia all'Abruzzo e all'Italia: la necessità di rendersi
definitivamente conto del fatto che l'Italia è, sì, alle prese con
terremoti di ogni tipo ma che la prima cosa da fare è verificare che le
costruzioni (quelle pubbliche innanzitutto) rispettino almeno le regole
"ordinarie" (progetti, calcoli, prove di carico, verifiche dei
materiali, collaudi, agibilità e così via). A seguire i dibattiti
televisivi e sui giornali tra occasionali intenditori di queste cose,
tutto il problema starebbe nel rispetto delle norme antisismiche. Fosse
così, saremmo a buon punto. Ma non è così: nei Comuni si consente di
tutto, finanche l'adunanza di una scolaresca in scuole, appunto, senza
collaudo, senza agibilità, senza prove di carico, senza un minimo di
sicurezza. Nei centri storici dei Comuni meridionali, chi vuole
modifica, amplia, sopraeleva, apre finestre e porte dentro a murature
esangui; nessuno vede niente, nessuno richiama all'ordine, nessuno si
stupisce fino alla tragedia annunciata e all'accorrere dei soccorritori.
Poi, certamente, c'è la legislazione antisismica, ci mancherebbe. Ma per
come stanno le cose, queste specifiche norme sono invocate a mo' di
alibi: ci sono, non ci sono, sono vincolanti, no? problemi e domande
doverose ovviamente. Alle loro spalle, tuttavia, è bene che non si
nasconda la domanda prima: quel palazzo, quella scuola, quell'ospedale
quale prova ha dato di sé prima che lo raggiungesse un terremoto? quale
insulto era in grado di reggere, chi lo afferma, come lo dimostra?
Daccapo, desolatamente: progetto, calcoli, prove, collaudi, agibilità.
Rigore eccessivo? Le cose dicono che si tratta di rigore minimo,
esattamente quello che non c'è, commozioni postume a parte.
A
PASQUA E NON SOLO LASCIAMO VIVERE GLI ANIMALI, AGNELLI COMPRESI
AGNELLI PER PRIMI
Il Papa che
include
____________________
[Leggi
l'omelia del
Papa]
LA
LETTERA ENCICLICA
CARITAS IN VERITATE
DI BENEDETTO XVI
La verità che esclude
"
Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio
vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una
cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti
dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario
" ____________________
TESTAMENTO BIOLOGICO IL SENATO DA' TUTTO IL POTERE AL MEDICO E GLI ORDINA CHE COSA FARE.
GLI ARTIGLI DELLA POLITICA E
DELLA CORPORAZIONE MEDICA SULLA VITA DEL CITTADINO
VIETATA
la sospensione di alimentazione e di idratazione artificiali, sempre;
CONSENTITA
MA NON VINCOLANTE la dichiarazione anticipata di trattamento;
VALE
per tre anni la dichiarazione anticipate di trattamento;
DOVERE
per le Regioni di assicurare l'assistenza domiciliare ai soggetti in stato
vegetativo permanente secondo "linee guida" concordate col governo;
Il tutto, "tenendo
conto dei principi di cui agli artt. 2, 13 e 32 della Costituzione"
i quali - come si sa - dicono esattamente il contrario. L'inedita
formula "tenuto conto" è un univoco indizio di imbroglio.
A CHE COSA SERVE LA COSTITUZIONE.
_________________________________________
1.
CITTADINANZA ITALIANA.
SESSANT'ANNI DOPO,
UNA DECISIONE ESEMPLARE DELLA CORTE DI CASSAZIONE.
IL 25 FEBBRAIO 2009 SI E' CHIUSA UNA BATTAGLIA CIVILE,
GIURIDICA, GIUDIZIARIA
DURATA SESSANT'ANNI INTORNO AL DIRITTO ALLA
CITTADINANZA ITALIANA NEGATO DA UNA LEGGE DEL 1912 DICHIARATA
INCOSTITUZIONALE MA TENUTA IN VITA DAI GOVERNI REPUBBLICANI CON
LA COCCIUTAGGINE DELL'ACCANIMENTO ... INTERPRETATIVO. UNA SCONFITTA DELLE NOSTALGIE RAZZISTE E NAZIONALISTE E UNA VITTORIA
DEGLI ITALIANI "SCOMPARSI" .
" il diritto di cittadinanza in
quanto “status” permanente ed imprescrittibile, è giustiziabile in ogni
tempo (anche in caso di pregressa morte dell’ascendente o del genitore
dai quali deriva il riconoscimento) per l’effetto perdurante anche dopo
l’entrata in vigore della Costituzione dell’illegittima privazione
[della donna] dovuta alla norma discriminatoria dichiarata
incostituzionale "
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DEMOCRAZIA SINDACALE.
UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI BARI RENDE
GIUSTIZIA ALLE MINORANZE.
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Leggi
la sentenza ed un breve
commento di Nicola Magrone
3.
ALITALIA SORPRESA: IL
CAPITALSOCIALISMO di Italia Giusta secondo la Costituzione
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Leggi Leggi nel il saggio breve di Mino
Magrone su MACROECONOMIA DELLA CRISI
e partecipa alla discussione
4.
DISUBBIDIENZA
CIVILE
"Noi
non consegneremo al carcere il clandestino ammalato o affamato" di
Bruno Mitrugno
ADDIO LUPO, ADDIO VOLPE UNA PROPOSTA DI LEGGE
CONSEGNA L'ITALIA AI PROFESSIONISTI DEL BRACCONAGGIO. E DEL
CEMENTO ____________________
Leggi il commento alla proposta articolo per
articolo della Lipu: Analisi
Testo Orsi.pdf
6.
A VOLTE, L'ONU
LE COSE BUONE DELL'ONU CHE
INNERVOSISCONO LE COSCIENZE PERBENE omosessuali e discriminazioni. Ci sono ancora luoghi dove essere omosessuale è
reato
" Esortiamo
gli Stati ad assicurare un’adeguata protezione ai difensori dei diritti umani e
a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di portare avanti il loro lavoro
relativamente alla tutela dei diritti umani e alla lotta alle discriminazioni
per orientamento sessuale e identità di genere "
4 ottobre 2008, pagina 21 del Corriere della Sera: "prof.
antimafia si uccide. ' Mi hanno lasciato solo '" ...
Leggi
l'incredibile vicenda di Adolfo Parmaliana, di cui
non si sa più nulla.
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NEL "CASO PETRUZZELLI" IL "CASO STEFANELLI"
«faccia uno sforzo con la sua memoria, Pierpaolo…
lei deve essere ricordato per avere aiutato questa città...»
C'è, nella storia infinita dell'incendio del teatro Petruzzelli di Bari,
storia di imprenditoria assistita, di mecenatismo di dubbio disinteresse, storia
giudiziaria, giudiziaria penale, giudiziaria civile, giudiziaria amministrativa
e così via; storia impantanatasi - a teatro ricostruito con fondi pubblici - in
controversie demagogiche che ancora non risolvono il dubbio: il teatro è di
proprietà pubblica o privata? c'è, in questa storia italiana, una pagina
processuale dimenticata e sepolta. L'interrogatorio di Pierpaolo Stefanelli, sul
letto di morte; di un musicologo indagato per l'incendio, parcheggiato in un
ospedale di Catania, solo, abbandonato da tutti tranne che da due pubblici
ministeri che lo vanno a interrogare accompagnati da Carabinieri e da un signore
incappucciato in veste sostanziale di improprio consulente...
Leggi il "verbale di
interrogatorio di Pierpaolo Stefanelli.
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L'ASSASSINIO
DI ALDO MORO
Il riservato dialogo pubblico tra Pomicino e Cossiga
Cirino
Pomicino: " L'ex presidente della Repubblica conferma la possibilità che la
strage di Bologna del 1980 sia stata causata dallo scoppio involontario di una o
due valige di esplosivo trasportato da esponenti palestinesi per obiettivi
esteri. Di tale trasporto sarebbero stati avvertiti i servizi segreti italiani
che sarebbero stati parte integrante di un accordo di più ampio respiro tra lo
Stato italiano e le organizzazioni della resistenza palestinese, comprese quelle
terroristiche. Tale accordo sarebbe stato pensato e conluso da Aldo Moro e
avrebbe previsto libertà di movimento degli esponenti palestinesi che potevano
avere nel nostro Paese basi logistiche e di armamento in cambio di una tutela
del nostro territorio " Vi pare poco?
"
Qualcuno sta costruendo scientificamente la mia morte "
La singolare (e allarmante) iniziativa del
Presidente della Regione Puglia di scrivere una lettera al Pubblico ministero e
di renderla pubblica
Leggi
la lettera del Presidente
Leggi
il commento di Italia Giusta secondo la
Costituzione
Leggi quando il Consiglio Superiore della Magistratura non vuole capire e nemmeno
sapere
DIALOGO SUL PERDONO
l'ultima conversazione pubblica di ELISA SPRINGER
in un colloquio con NICOLA MAGRONE
in onore di Elisa
iniziativa di POPOLI & COSTITUZIONI per le edizioni dall'interno-sudcritica
vedi promo
"
Con Elisa ci salutammo così, la sera dell'Abeliano.
Le demmo un foglio con centinaia di firme; non una pergamena come si fa con i
monumenti della storia: un foglio, come si chiama, A4 preso dall'ufficio del
teatro. La firme erano vere, una per una, persona per persona. Nessuno prese
l'iniziativa, iniziò qualcuno continuarono tutti. C'era scritto: 'ad Elisa, con
la gratitudine di tutti noi'. Elisa morì poco dopo, amica indimenticabile"
AscoltaNICOLA MAGRONE a
San Pancrazio Salentino (17 ottobre 2008) per iniziativa di
Retinopera e Scuola
media Manzoni (guarda
la locandina) Elisa
Springer: dialogo sul perdono
La moratoria approvata dall'Onu sull'applicazione ed esecuzione della pena di
morte è un fatto da iscrivere tra gli eventi fondamentali della storia. La
parola d'ordine dev'essere - ora - non mollare fino all'abolizione di ogni forma
di omicidio di Stato. Il daino e gli operai del piccolo filmato qui accanto sono
i cittadini del futuro.
*
MA C'E' UN ALLARME:
L’eurocrazia
reintroduce la pena di morte. In segreto.
Leggi
Ha
raccontato la condizione delle donne, delle giovani donne iraniane, Azar
Nafisi in un intenso romanzo autobiografico del 2007 "Leggere Lolita
a Teheran", una storia che sembra ispirata alla terribile notizia
che in queste ore arriva da Rasht: l'impiccagione, con modalità
oltremodo ciniche, di una ventitreenne colpevole, probabilmente, solo di
essere donna e donna che ha avuto il coraggio di assumersi
responsabilità non sue, per un uomo. E una donna paga sempre a caro
prezzo nel mondo islamico, perchè c'è un rapporto strettissimo tra
sharia e misoginia. *
"NIENTE PERDONO - A mettere personalmente
la corda intorno al collo di Delara, scrive il quotidiano Etemad,
è stato un figlio della donna per la cui uccisione la pittrice è stata
condannata, nonostante avesse accettato le condizioni poste dalla
famiglia della vittima per concedere il perdono che le avrebbe salvato
la vita: dichiararsi colpevole e cambiare avvocato. L'esecuzione è
avvenuta a sorpresa venerdì nel carcere di Rasht, nel nord dell'Iran,
anche se il capo dell'apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi
Shahrudi, aveva annunciato il 19 aprile scorso un rinvio di due mesi
dell'impiccagione. La ragazza è stata messa a morte senza che nemmeno il
suo avvocato venisse informato, come invece vorrebbe la legge."maggio
2009
[da www.corriere.it]
Label/Receipt Number:
RR11 1821 557I T
Detailed Results:
Delivered, April 14, 2009, 4:26 am, WASHINGTON, DC 20500
Notice Left, April 13, 2009, 11:25 am, WASHINGTON, DC 20500
Arrival at Unit, April 13, 2009, 10:51 am, WASHINGTON, DC 20022
14 APRILE 2009.
L'APPELLO
E' STATO RECAPITATO ALLA CASA BIANCA. LA SOTTOSCRIZIONE DEL NOSTRO
APPELLO CONTINUA PERCHE' CONTINUANO ANCHE, NEGLI STATI UNITI, LE ESECUZIONI CAPITALI.
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